Riflessioni su "Ichi the killer" di Takashi Miike

Pubblicato il da Alberto Rigamonti

Ichi the killer, uno dei migliori film di Takashi Miike, regista riconosciuto da tutti come un genio, è un film che possiede il talento di colpire e inquietare allo stesso tempo.

La trama non richiede particolari deduzioni o riflessioni per essere compresa, ma è proprio la semplicità di questa che permette allo spettatore di concentrarsi sulla complessità dei personaggi che mano a mano si svelano rivelando con se stessi le loro più recodite perversioni.

Il tema principale del film è il sadomasochismo che viene più volte presentato allo spettatore in ambienti e situazioni a volte anche contrastanti.

Le due figure principali nonchè opposte sono Kakihara, sadomasochista membro di un clan mafioso, e Ichi, giovane mentalmente disturbato che, se in preda alla rabbia, libera una furia in grado di uccidere chiunque. Inizialmente i due personaggi sembrano essere in due mondi diversi, ma poi con l'intrecciarsi della situazione si troveranno faccia a faccia. Il punto di unione è il rapimento di Anjo, il capo del clan di Kakihara, che è probabilmente stato ucciso da Ichi.

Kakihara è alla ricerca del boss, ma non per un semplice atto di lealtà, bensì per il dolore che lui procurava alla sua persona. É una forma di amore presentata in modo deviato da quella che normalmente troviamo noi ai nostri giorni, ma potente al punto da spingere l'uomo - oramai con un enorme vuoto dentro - a dare tutto se stesso per la ricerca del piacere perduto. Molti dei compagni di Anjo credono che lui stesso abbia inscenato il suo omicidio per scappare con i soldi, ma Kakhiara è certo della sua innocenza. Un po' come quando un innamorato difende la sua dolce metà senza avere qualche base fondata ma solo per amore (o, in questo caso, per dolore).

Ichi è mentalmente disturbato e la prima scena non lascia fraintendimenti: ichi osserva una prostituta picchiata e violentata dal proprio protettore, e mentre gli occhi di ichi sono spaventati e innocenti, egli si eccita.

Da una battuta di Kakihara si evincono tutte le particolarità caratteriali dei protagonisti:

« Ognuno di noi ha una parte sadica e una masochista, ma questo... Questo Ichi sembra completamente sadico. Quanto mi piacerebbe incontrarlo. »

É dunque così che in questo film, tratto dall'omonimo manga, che viene espressa la visione dell'amore e del dolore mescolati in un'unica cosa, piuttosto che presentati come l'uno il contrario dell'altro.

HABE / ichi

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