Senofane, la critica agli dèi tradizionali

Pubblicato il da Widenous

Senofane nasce nel 565 a.c. a Colofone, che abbandona solo dopo la conquista persiana nel 540 ca. Partecipa alla fondazione di Elea, che diverrà un luogo di sviluppo per la filosofia, ma pare che continui fino ad età venerabile a girovagare per la Grecia. Inizia la sua produzione come rapsodo, recitando in pubblico proprie pubblicazioni o di altri.

 

 

Senofane è fondamentale perchè apre nuove strade dal punto di vista del pensiero filosofico. Egli condannava la rappresentazione degli dèi tradizionali così come li rappresentava e li pensava l'uomo del tempo, criticando anche le opere di Omero e simili. Questo perchè riteneva che una divinità non poteva avere delle caratteristiche fisiche e ideali imperfette come quelle umane. Riteneva che una divinità non poteva rubare, tendere tranelli, imbrogliare.

 

 

Ma ciò non significa che Senofane condannava la preghiera agli dèi, bensì affermava semplicemente che dovevano essere identificati diversamente. E' con lui che inizia un'indagine puramente riguardante la divinità, cioè la base della teologia  (da lògos, discorso, sulla divinità, thèos). Rappresenta le divinità come una sfera immobile, perchè ilo "muoversi qua e là" non si addiceva ad un potere superiore e la figura geometrica rappresentava la perfezione (come abbiamo visto anche con Pitagora).

 

Anche se Senofane condanna le rappresentazioni antropomorfiche degli dèi, per comprenderli bisogna comunque attingere alle qualità degli uomini. Infatti anche gli dèi pensano, vedono e sentono, ma - a differenza dell'uomo che compie queste azioni con organi diversi e limitati - loro lo fanno con tutta la loro essenza, e perciò in maniera perfetta e superiore a quella umana. Se l'uomo ha capacità di conoscenza che deve assimilare e può solo consolidare o ampliare, gli dèi hanno una conoscenza originaria e quindi più vasta.

 

La Terra, principio di tutte le cose

 

Senofane riprende anche la ricerca dell'archè dei filosofi ionici, individuando il proprio principio nella terra, da cui tutto inizia e a cui tutto - alla fine dell'esistenza - torna.


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